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I produttori del commercio equo e solidale in Bangladesh

Li abbiamo incontrati nei loro villaggi nel febbraio 2011


BASE
BASE è il consorzio che coinvolge 13 cooperative  di produttori  dei villaggi rurali della regione di Khulna. Complessivamente dà lavoro a 5000 persone, prevalentemente donne.
Nel 1999 Base ottenne la registrazione ufficiale di IFAT (L’associazione internazionale del fair trade)
A Khulna c’è la sede legale e il magazzino dove vengono raccolti i prodotti, suddivisi per cliente, e preparate le pratiche per l’esportazione.
Nei villaggi,all’ombra del patio dei centri o nelle loro case, le donne intrecciano fibre di juta e di palma e producono cesti di tante forme e dimensioni.


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BASE - CENTRO BLU SISTER - IL MACRAME'

Nella periferia di  Khulna, in un quartiere molto disagiato,  c’è un  gruppo di donne che lavora la juta e fa oggetti in macramè.
A casa preparano la corda, che può essere sottile come un filo oppure più grossa.
Nel laboratorio, presso il centro delle Blu Sister, lavorano la corda e preparano borsette, cestini, bomboniere, centrini, tende.
arrivano al mattino, verso le 9, dopo aver fatto i lavori di casa, lavorano, rimangono fino a mezzogiorno e poi ritornano nel pomeriggio verso le 15 – 16. Ricevono una paga in base al lavoro realizzato e alla sua qualità.
Quasi tutte queste donne hanno grandi difficoltà: sono ragazze madri, donne sposate con figli abbandonate dai mariti, alcune sordomute. Attraverso il lavoro acquisiscono autostima, fiducia nel futuro e dignità.

   



BASE - IL TESSILE

A Khulna opera  da 10 anni un altro gruppo: Ekota Mohila Sgomiti (ComitatoUnione delle donne). Giacinta è la responsabile ed è anche la presidente di Base. Il gruppo produce abbigliamento. Vediamo in produzione le camice della collezione CTM  autunno inverno 2009. Tagliano, ricamano, cuciono nelle case o nel laboratorio.
Sono brave, alcune fanno anche da trainer in corsi nelle donne dei villaggi.
Preferiscono lavorare nel laboratorio perché stanno assieme e possono chiacchierare.




BASE - IL RICAMO KANTHA

Gessore è una cittadina a 40 km  dal capoluogo. qui Angela ha dato vita tanti anni fa ad un’associazione che ha chiamato L’arte del sopravvivere. Un’associazione di donne mussulmane e cattoliche, che sono uscite dalle loro case e dalla sottomissione all’uomo, padre, marito o fratello maggiore, per imparare a sopravvivere, appunto. Hanno recuperato antiche tradizioni del ricamo, fra cui quella più tipica del ricamo Kantha, usato normalmente per recuperare vecchi sari. Ora  uniscono tessuti di seta e cotone per farne stoffe pregiate, tovaglie, stole, tende che poi troviamo nelle nostre botteghe del mondo.



BASE - LA JUTA A BHABARPARA

Nel villaggio di Bhabarpara un gruppo di donne lavora la juta con una tecnica particolare.
Prendono le strisce di fibra e le intrecciano producendo una lunga treccia, che viene poi utilizzata per produrre tappeti e  sottopentole, centrini.
Alcune di loro nel 74,  ricamavano ma non guadagnavano quasi nulla. In 4 hanno iniziato a produrre  piccoli oggetti di juta, che con l’aiuto di un missionario hanno potuto vendere in Italia. Visto il successo dell’attività, altre donne si sono intressate al lavoro della juta ed il gruppo si è ingrandito.
 
Nel 79,  hanno creato  una cooperativa ed hanno iniziato ad esportare regolarmente i  loro manufatti. Sono arrivate a far lavorare circa 800 donne dei villaggi vicini.



 




CORR
Nei villaggi a nord di Dakha, la capitale del Bangladesh, lavorano circa 160 gruppi di donne, riunite in cooperative, per un totale di 4.000 persone coinvolte.

CORR-The Jute Works venne fondata nel 1973, per contribuire all’emancipazione delle donne nelle zone rurali del Bangladesh, migliorare la loro condizione sociale ed economica con la formazione, la consapevolezza e il reddito proveniente dal Commercio Equo e Solidale.  Le donne sono il 94% dell'organizzazione.

Corr affianca all’attività di produzione e vendita di artigianato anche altri programmi che perseguono il miglioramento di diversi aspetti della vita nei villaggi: formazione, un sistema di risparmio e credito , un programma per le comunità indigene, assistenza medica e infrastrutture di base.

   

Siamo andati in Bangladesh nel febbraio 2011 per incontrare Massimo, un amico di Saronno che da anni lavora con il Pime nel Nord, dove gestisce un centro di formazione professionale per giovani.
Assieme a lui abbiamo incontrato gruppi di donne che lavorano nei villaggi rurali e producono quello che noi possiamo acquistare nelle botteghe del mondo, nella rete del commercio equo e solidale.

Ciò che emerge da questo viaggio sono storie di grandi passi che le donne hanno fatto nel tempo, ma anche di piccoli passi che compiono quotidianamente per seguire le attività domestiche e quelle della cooperativa.

Per entrare in questa realtà, ci è stata preziosa guida padre Giovanni Abbiati, un sacerdote valtellinese che dal 74 ha operto nelle regioni del sud del Bangladesh.


Il nostro video sulla lavorazione della juta delle donne di BASE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

   
Il SANDALO bottega del commercio equo e solidale
Corso Italia, 58 angolo Vicolo Santa Marta, Saronno (VA) Tel 02 96280295 e-mail: ilsandalo@tiscali.it
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